PALANTINE’S DEAD
Cinque anni di cui sarebbe impossibile negare lo schifo imputabili a una classe politica che di politico ha smesso le istanze e le intenzioni e che per questa ragione dovrebbe fare le valige per un altrove il più lontano possibile; poi qualche giorno fa, la liberazione.
Oggi, mi rendo conto, sarebbe facile imbrattar pagine di rabbia e soprattutto di gioia per quel macigno rotolato via, per la ricostruzione di una comune innocenza, per quell’urgenza di levità che nuovamente torna a compenetrarci, e tuttavia preferisco rimettermi a chi - molto prima di me - aveva colto l’essenza di momenti come questi parlando di una politica che troppo a lungo abbia smarrito la via della gente:
certe volte il puzzo ti prende alla gola e fa venire il mal di stomaco: è come se ci si soffoca;
io credo che quello che diventa presidente deve prima di tutto buttare nel cesso tutta questa immondizia e poi tirare l’acqua.
…restiamo qui, nell’attesa di quel secondo diluvio universale che possa ripulire le strade e far svaporare il fetido lezzo che inquinava i nostri polmoni e i nostri umori.
