Fri 17th Mar, 2006, L'attimo fuggente

DEAD POETS SOCIETY

Il fatto: Berlusconi e Prodi, a pochi giorni dalle elezioni, si sono affrontati in un faccia a faccia televisivo.
 

L’avevano preannunciato con una settimana d’anticipo: il face to face sarà un pezzo di storia della televisione, un botta e risposta all’americana; e come ogni volta l’italietta provinciale e credulona era corsa ad allinearsi.
Undici lucidissimi cronometri digitali, disseminati in lungo e in largo per quella camera d’ospedale camuffata da studio televisivo; mi raccomando, aveva detto il massmediologo giapponese, tarateli al limite dei due minuti e mezzo! perché di più…si sa, annoia.

Malgrado tutto, noioso l’è stato ugualmente, estenuante quanto una partita di ping pong, prevedibile come il rimpiattino. La sorpresa era trovarli uno di fronte all’altro: il primo ministro uscente e quello entrante.
E’ vero: i premier ancor più che i politici debbono essere camaleontici, catalizzatori pronti ad adattarsi nella gestualità e nelle parole ai verdetti dei sondaggi da ultim’ora, tuttavia alla lunga non riescono a fregarti; finisce sempre che se sai leggere tra le righe, li sgami.

Così infatti è stato, per entrambi. Ma trascuriamo un attimo il mortadellone, di cui con tutta probabilità ne sentiremo di ogni per i prossimi cinque anni e concentriamoci su quell’altro, visto che la sua abbronzatura a trentadue denti rischia - in un futuro ormai prossimo - di essere relegata ai margini del sozzo teatrino.

Dunque mentre ascoltavo l’immane sfilza di cifre, insieme a chissà quanti altri spettatori dislocati nella penisola pensavo alla sua bocca larga e alle enormità che continuamente sputa fuori, finché non è arrivata quella: la riforma Moratti ci viene invidiata in tutto il mondo!
Qui, si è accesa la lampadina; figlio di dio, operaio, muratore, gelataio e tutte le cose che dice, ma insegnante?

Docente di letteratura, magari…perché no?!
Inutile dire che sono stati sufficienti non più di dieci secondi per ricondurlo al professor Nolan:

Determinare la grandezza di una poesia è una questione relativamente semplice. Se segniamo la perfezione sull’asse orizzontale di un grafico e la sua importanza su quello verticale, sarà sufficiente calcolare l’area totale della poesia per misurarne la grandezza.
Un sonetto di Byron, ad esempio, può avere valori alti in verticale ma soltanto medi in orizzontale…